ALBANIA - Alle periferie d’Europa. Percorsi di inclusione economica nella Diocesi di Rrëshen.

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  • Inizio progetto: Dicembre 2020
  • Durata del progetto: 3 anni

L’Albania conta una popolazione complessiva di oltre 2,8 milioni di abitanti distribuiti in un’area di 28.750 km2 e una linea costiera di 362 km. Circa il 14% della popolazione è stimata essere vulnerabile alla povertà, la quota di giovani disoccupati che non lavorano né studiano è quasi triplo (31,75% fonte IndexMundi) rispetto alla media UE dell’11,5% (dati 2017 sull’occupazione e gli sviluppi sociali - ESDE), e di questi più di tre quarti sono disoccupati di lunga durata. Oltre agli alti livelli di disoccupazione e a un settore industriale sottosviluppato e comunque presente solo nella zona costiera dove si concentrano i centri più abitati, nelle aree interne come la valle del Mat l’unica attività economica è data da un’agricoltura di sussistenza. La coltivazione e il piccolo allevamento avvengono solo su base familiare e mancano di competenze e strumenti adeguati a una produzione che permetta di andare oltre alla semplice sussistenza familiare.

L’obiettivo

Contribuire al miglioramento della qualità di vita e all’inclusione economica dei soggetti vulnerabili della Diocesi di Rrëshen. Favorire l’inclusione economica dei gruppi vulnerabili residenti nei Municipi di Klos e Mat.

Il progetto

Il progetto mira a migliorare l’inclusione economica delle famiglie residenti in villaggi rurali attraverso la formazione professionale e il supporto allo sviluppo di attività di produzione agroalimentare (ortofrutta e latticini) orientata al mercato. Si diffonderà tra gli abitanti dei comuni interessati, e in particolare tra le famiglie residenti nei piccoli villaggi delle aree montane la possibilità di accedere a percorsi di formazione professionale nel settore agroalimentare (agricoltura orientata al mercato, produzione latte e derivati, ecc.). Si porrà particolare attenzione alle fasce giovanili a basso reddito per favorire modalità di occupazione e lavoro sul territorio che possano disincentivare la pratica comune dell’emigrazione fuori dal Paese. Verrà organizzato un nuovo vivaio e un vigneto destinato ad essere un’area dove sperimentare nella pratica nuove tecniche di agricoltura orientata al mercato. L’area agricola destinata a vivaio e vigneto sarà dotata di acqua proveniente a caduta dalle montagne circostanti. Per migliorare le possibilità di generazione di reddito per le famiglie contadine si provvederà a potenziare un caseificio familiare già attivo che lavora latte bovino proveniente da 42 famiglie locali. Si provvederà infine a realizzare percorsi formativi dedicati in entrambi i settori.

I beneficiari

648 persone (162 famiglie) che parteciperanno alle attività agricole e legate alla filiera del latte.

Finanziatore

Conferenza Episcopale Italiana (CEI)

Responsabile del progetto

Daniele Bordoli